L’Abbazia di Pomposa, situata nel comune di Codigoro, è uno dei più importanti complessi monastici dell’Italia settentrionale.
La storia dell’abbazia
Le sue origini risalgono al VI-VII secolo, circa 1300 anni fa secondo alcune fonti, quando gruppi di monaci benedettini si insediarono nella zona, allora circondata dalle acque del Po.
Il primo documento storico certo che ne attesta l’esistenza è una lettera del papa Giovanni VIII del 874, indirizzata all’imperatore Ludovico II.
Nel IX secolo, l’abbazia iniziò a svilupparsi e nel 1026 fu ufficialmente consacrata, diventando un centro religioso e culturale di grande rilievo. Qui visse il monaco Guido d’Arezzo, che rivoluzionò la notazione musicale introducendo il tetragramma, base della moderna scrittura musicale.
Durante il medioevo Pomposa fu un punto di riferimento per pellegrini, nobili e imperatori. Tuttavia, nel XV secolo, la zona fu colpita da malaria e impaludamento, portando al declino dell’abbazia.
Nel 1653, Papa Innocenzo X ne decretò la soppressione, e nel 1802 fu acquistata dalla famiglia Guiccioli.

Foto di Federico Banzi

Foto di Federico Banzi
Cosa vedere all’Abbazia di Pomposa
L’Abbazia di Pomposa custodisce numerose opere d’arte di grande valore storico e artistico, che testimoniano la sua importanza nel panorama culturale medievale. All’interno della Basilica di Santa Maria (il nucleo più antico della basilica, risalente al VII-IX secolo), si trova un ciclo pittorico attribuito alla scuola giottesca, con scene della Bibbia, dei Santi e del Giudizio Universale del XIV secolo.
Gli affreschi decorano le pareti e l’abside, e sono tra i più importanti esempi di pittura medievale in Emilia-Romagna. Il soffitto è un capolavoro di artigianato ligneo, decorato con motivi geometrici e simbolici.
Colonne di marmo bianco separano le tre navate della chiesa, con capitelli scolpiti in stile romanico.
Nel Museo Pomposiano, accanto all’abbazia, sono conservati: codici miniati realizzati dai monaci amanuensi, manufatti liturgici e frammenti scultorei risalenti ai secoli X–XIV, oltre a opere di oreficeria sacra e oggetti di culto.
Il campanile alto 48 metri, costruito nel 1063, è decorato con bifore, trifore e quadrifore che aumentano in dimensione verso l’alto, creando un effetto di leggerezza.
Come raggiungerla
Per raggiungere L’Abbazia di Pomposa da Ferrara ci sono diversi modi, in base al tempo e alle proprie preferenze.
In auto: sicuramente è la via più comoda e veloce sono circa 50 km e non ci sono pedaggi autostradali.
In treno + Autobus: treno Ferrara- Codigoro poi autobus per la fermata LOVARA la piu’ vicina al sito ed il costo è tra i 6 e 12€.
In bicicletta: la distanza è circa 50 km con un tempo di percorrenza tra 2h 30min e 3h 30min, a seconda del ritmo e delle soste.
Il percorso è prevalentemente asfaltato, con alcuni tratti sterrati e ciclopedonali ben segnalati.
L’itinerario consigliato è il seguente:
Partenza da Ferrara: segui la ciclabile lungo il Po di Volano.
Attraversa i borghi di Migliarino, Migliaro, Massa Fiscaglia.
Arriva a Codigoro, poi prosegui lungo la ciclabile fino all’Abbazia di Pomposa.
Costo di ingresso all’abazzia:
Giorni feriali (martedì – sabato)
Intero: €5,00
Con guida: €7,00
Giorni festivi (domenica e festivi)
Dalle 8:30 alle 10:30: ingresso gratuito alla chiesa
Fino alle 12:00: €1,50 (la chiesa è chiusa per la Messa delle 11:00)
Dalle 12:00 alle 19:30: €3,00
Con guida: €5,00
Riduzioni
Giovani 18-25 anni: €2,00
Minori di 18 anni: ingresso gratuito
Altre agevolazioni e riduzioni previste dalla normativa vigente.
Ingresso gratuito
Prima domenica del mese: ingresso gratuito per tutti
L’ingresso puo’ non essere consentito durante le funzioni religiose.